Smart working, remote working, agile working, flexible working – Let’s shed some light on these terms!

by Thérèse N. Marshall – 22/05/2020

Over recent months, there has been much discussion (and irony) within the language sector about the Italian government’s choice to adopt the term smart working to describe the distance working that many Italians have had to start doing in order to avoid commuting to their normal workplace during the Covid-19 pandemic.

For many people, the proper term to use should have been either remote working, teleworking or even telecommuting (in Italian: telelavoro).

Yet is this really such a gross mistake, perhaps dictated by the acceleration of events? Or was it a choice made deliberately to set this “conversion” apart from normal remote working?

Our Bureau has decided to investigate and discover the meaning of the various types of e-working!

There are many ways, phrases, expressions used to describe the changes taking place in the various types of e-working that proved to be of paramount importance but not only during the Covid-19 crisis: flexible working, remote working, agile working and smart working are those most commonly used.

Flexible working is often associated with the concept of work that seeks to reconcile work-life balance, personal life balance and professional life.There are 3 key factors for flexible working:

  • flexibility in terms of working hours (Flexitime), short work weeks (fitting 5 working days into 4), part-time work, shared work, project work;
  • flexibility in terms of workplace, i.e. mobile working, working from home, working on other organisations’ premises, co-working or hub working;
  • flexibility in terms of employment contracts, i.e. working as a freelancer, a group of associates or with alternative contractual forms.

If you are wondering what remote working actually means, well, as you can imagine, it is a term that comes from the English language, while in Italian it can be translated as telelavoro (teleworking/telecommuting) and consists of working in a place off the company’s premises.

Remote working simply means working remotely, anywhere other than one’s office or company premises. So, you could even work from home, the park, the library, your favourite café, or any other location for that matter, that has a decent Wi-Fi connection. Under the umbrella term remote working expressions such as mobile working or home working can also be found.

This type of e-working focuses on technology due to the fact that the comparison and communication with colleagues and customers usually takes place via online platforms and apps, such as Hangout, Skype, Zoom, Cisco, alongside other social collaboration solutions such as Slack, Hibox, Asana, to name but a few.

Instead, agile working can be defined as a series of operations enabling companies to develop a workforce with the aim of optimising the working method by emphasising proactivity, reducing waste while ensuring greater agility in work approaches and relationship management.

According to Beck et al. (2001), the 4 principles of agile working focus mainly:

  • on individuals and relationships instead of processes and tools;
  • on working with the client instead of negotiating contracts;
  • on the most suitable, effective and operational software instead of documentation;
  • on proactivity towards change instead of sticking to a plan.

Smart working is strictly related to agile working but is considered more complete as it is used in business to indicate a work methodology bound neither by time nor place of work and that is established through an agreement stipulated between employee and employer.

However, the concept of smart working is by no means innovative. In fact, it was introduced into the offices located in English-speaking countries about 25 years ago. However, throughout the months on lockdown, it has definitely undergone a radical transformation and we have rediscovered the use of this e-working method that has proved essential to ensure the continuity of business and teaching processes.

Smart working is actually a combination of the concepts explained above as it represents an innovative working approach integrating 3 dimensions: technologies, workplaces and organisational culture.

In other words, the office is deemed more a meeting place, technologies adopted must be used with the aim of facilitating collaboration and thus ensuring maximum mobility and flexibility. People must be prepared to take on more responsibility and be managed in order to achieve objectives by establishing a relationship of mutual trust between colleagues and managers to enhance productivity and well-being.

Basically speaking, the difference between remote working and smart working is that the former refers to the evolution of teleworking, while the latterinvolves the digital transformation of enterprises.

Smart working, remote working, agile working e flexible working…facciamo un po’ di chiarezza!

Thérèse N. Marshall 22/05/2020

Negli ultimi mesi, nel settore linguistico si è molto discusso (e ironizzato) sulla scelta del governo italiano di adottare il termine smart working per indicare il lavoro a distanza che molti italiani hanno iniziato a svolgere per evitare di recarsi presso il normale posto di lavoro.

Per molti, il termine corretto da adottare avrebbe dovuto essere remote working oppure telelavoro.

Ma si tratta davvero di un errore tanto grossolano, forse dettato dal precipitarsi degli eventi? Oppure è stata una scelta ponderata necessaria a distinguere questa “conversione” dal normale remote working?

Il nostro Bureau ha deciso di indagare e di scoprire il significato delle varie tipologie di e-working!

Esistono numerosi modi, frasi, espressioni utilizzate per descrivere i cambiamenti in atto nelle varie modalità di lavoro che sono risultate essenziali soprattutto ma non solo durante la Covid-19: flexible working, remote working, agile working e smart working sono utilizzati.

Flexible working è spesso associato al concetto di lavoro che cerca di conciliare il work-life balance, equilibrio vita personale e vita professionale. Sono 3 i fattori chiave del flexible working:

  • flessibilità oraria, orari flessibili di ingresso e/o di uscita, settimane ridotte (comprimere 5 giorni lavorativi in 4), lavoro part-time, lavoro condiviso, lavoro a progetto;
  • flessibilità del luogo, ossia mobile working, lavoro da casa, lavoro in sedi di altre organizzazioni, lavoro in co-working o in hub;
  • flessibilità nei contratti di lavoro, per esempio come freelance, gruppo di associati o alternative forme contrattuali.

Se ti stai chiedendo invece cosa significa remote working, sappi che si tratta di un termine inglese, che in italiano si traduce con telelavoro e consiste nello svolgere la prestazione lavorativa in un luogo esterno ai locali aziendali/ufficio.

Remote working vuol dire semplicemente lavorare da remoto, in qualsiasi luogo che non sia l’ufficio aziendale. Quindi, si potrebbe lavorare da casa, dal parco, dalla biblioteca, dal tuo bar preferito, oppure qualsiasi altra location che abbia una connessione Wi-Fi. Sotto l’ombrello del termine remote working possono rientrare espressioni come mobile working o home working. In italiano questo concetto si avvicina molto al telelavoro.

È incentrato sulla tecnologia in quanto il confronto e la comunicazione con colleghi e clienti di solito avviene tramite piattaforme e app online, come Hangout, Skype, Zoom, Cisco, insieme ad altre soluzioni di social collaboration come Slack, Hibox, Asana.

Invece, agile working può essere definito come un insieme di operazioni che permettono alle aziende di sviluppare una forza lavoro con lo scopo di ottimizzare il modo di lavorare enfatizzando la proattività, riducendo sprechi e garantendo maggiore agilità negli approcci lavorativi e nella gestione delle relazioni.

Secondo Beck et al. nel loro studio svolto nel 2001, i 4 principi dell’agile working si focalizzano principalmente:

  • sugli individui e le relazioni invece dei processi e degli strumenti;
  • sulla collaborazione con il cliente invece della negoziazione dei contratti;
  • sul software più adatto e funzionante invece della documentazione;
  • sulla proattività verso il cambiamento invece di rispettare un piano.

Lo smart working è strettamente collegato all’agile working ma è considerato più completo in quanto viene utilizzato nel business per indicare una modalità di lavoro non vincolata da orari o da luogo di lavoro, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro.

Tuttavia, il concetto dello smart working non è qualcosa di nuovo, infatti è stato integrato soprattutto negli uffici dei paesi anglofoni circa 25 anni fa ma certamente durante questo lasso di tempo ha subito una trasformazione radicale e abbiamo riscoperto l’utilizzo di tale modalità di lavoro che è risultato essenziale per garantire la continuità dei processi aziendali e di insegnamento anche durante il lockdown.

In realtà, lo smart working è un mix dei concetti spiegati in precedenza perché rappresenta un innovativo approccio lavorativo che integra 3 dimensioni: tecnologie, spazi di lavoro e cultura organizzativa.

Infatti, l’ufficio è visto più come un luogo d’incontro, le tecnologie utilizzate devono essere utilizzate con lo scopo di facilitare la collaborazione e quindi garantire la massima mobilità e flessibilità. Le persone devono assumere più responsabilità e essere gestite per raggiungere obiettivi attraverso un rapporto fiduciario stabilito tra colleghi e con manager per potenziare la produttività e benessere.

Quindi, la distinzione tra remote working e smart working è che il primo si riferisce all’evoluzione del telelavoro, mentre lo smart working appartiene a pieno titolo alla trasformazione digitale delle imprese.

Che cos’è la terminologia?

Dal vocabolario Treccani:

terminologìa s. f. [comp. del lat. termĭnus, nel sign. mediev. di «termine, vocabolo» e di -logia]. – 1.a. L’insieme dei termini e delle espressioni proprî di una scienza, di un’arte, di una tecnica o di una qualsiasi disciplina o attività specialistica: la t. scientifica, e specificando la t. matematicaastronomicachimicabiologicamedicala t. pittoricala t. della critica letterariadella critica d’artela t. giuridicaeconomicala t. della tecnologiadell’elettronicala t. marinarescaaeronauticala t. sportiva. Le varie terminologie sono spesso raccolte e illustrate in opere lessicografiche specifiche o settoriali, chiamate dizionarî (o anche dizionarî tecnologici o tecnici): Dizionario dei termini politiciDizionario della t. sportiva o dello sportDizionario di marina, ecc. b. Il fatto di usare uno o più termini specialistici con un determinato valore specifico: la t. di alcuni linguisti è troppo personale e astrusaè tutta questione di t., basta intendersi!2. Disciplina che ha come oggetto lo studio teorico della denominazione di concetti e realtà appartenenti alle diverse branche del sapere e in partic. della scienza e della tecnica, con specifica attenzione al funzionamento di tali termini nella lingua e ai problemi connessi con la traduzione di testi specialistici da una lingua all’altra.

Dal Merriam-Webster

terminology

 ter·​mi·​nol·​o·​gy | \ ˌtər-mə-ˈnä-lə-jē  \plural terminologies

Definition of terminology

1: the technical or special terms used in a business, art, science, or special subject

2: nomenclature as a field of study