Turismo

Vedi Napoli e poi muori…disse colui che non era mai stato a Cava de’ Tirreni…

Scendendo da Napoli verso sud si trovano diverse città e piccoli borghi incantevoli assolutamente da non perdere. Prima di arrivare al mare, a circa quindici chilometri dalla Costiera Amalfitana, una cittadina di circa 60000 abitanti conserva ancora il fascino dei borghi medievali e racchiude bellezze e peculiarità che risalgono ai tempi degli antichi romani. Dalle alture cittadine è possibile ammirare l’intera valle con i suoi tetti colorati e le colline circostanti che la incorniciano fino ad aprirsi sul mare a sud. Di origine etrusca, Cava de’ Tirreni è una delle pochissime città del sud ad avere i portici, simbolo di attività commerciale, poiché offrivano riparo a coloro che si trovavano a passare da queste parti sulla strada verso Napoli. La città conserva ancora oggi il suo assetto commerciale e i suoi portici sono diventati un vero e proprio centro commerciale naturale dove è possibile trovare boutique di abbigliamento, locali, pizzerie e pub. Di sera le strade si riempiono di persone che amano passeggiare lungo il corso per fare il cosiddetto struscio (passeggiare rilassandosi tra le vie della città senza una meta).

Tutto questo è ciò che Cava era ed è stata da sempre, ma improvvisamente a inizio marzo tutto si è fermato… le strade sono rimaste deserte spogliando la città della sua anima. Osservare i portici in prospettiva, se da un lato dava la possibilità di ammirare la città in tutta la sua bellezza, dall’altro dava la misura di quello che è stato l’impatto della pandemia e del lockdown. Attività commerciali chiuse e nessuno per strada. Una città privata della sua anima più antica, la gente e l’attività frenetica dei commercianti…

Ma Cava de’ Tirreni non è nuova a questo tipo di esperienza, già nel 1656 la città dovette affrontare la Grande Peste così come avvenne in altre parti d’Europa. A testimonianza di ciò si possono consultare i documenti conservati nell’archivio del comune di Cava de’ Tirreni, di Salerno e di Napoli.

Nel documento conservato nell’archivio del comune di Cava de’ Tirreni il notaio Tommaso Gaudiosi scriveva: «Si ritrovò (a Cava de’Tirreni allora La Cava) infetta anch’Ella dal male senza potervi fare riparo, poiché essendo da ogni lato aperta, né essendosi dai superiori proibito affatto l’ingresso».

La città si riprese lentamente e faticosamente dalla peste per ritornare alla sua frenetica attività di città commerciale.

E noi oggi stiamo ripercorrendo le orme dei nostri padri… abbiamo raccolto le nostre forze e stretto nuove alleanze per sostenere una città ancora una volta in ripresa…

Tutto il resto venite a scoprirlo di persona….